Nell’eterno confronto tra Microsoft Windows, che equipaggia circa il 90% dei PC in commercio, e GNU Linux, sistema operativo open-source dalle incredibili potenzialità, si evince che la principale causa di persistenza della attuale situazione è la “paura di cambiare”. Analizzando meglio questi dati, possiamo vedere che la maggior parte dei Personal Computer è si equipaggiata con Windows, ma con la versione 7 della casa di Redmond, con ben il 49%, nonostante ci sia stata la possibilità di passare al più recente e performante Windows 10, giunto anzitempo alla piena maturità. Nemmeno l’upgrade gratuito ha convinto buona parte degli utenti di Windows 7, forse intimoriti dall’amara esperienza vissuta dai pochi sfortunati utenti  Windows 8/8.1.

Per quanto riguarda GNU Linux, la questione è profondamente differente. Nato da un’idea di Linus Torvalds, si sta pian piano ritagliando una buona fetta di mercato, a cominciare dalle versioni Server, dove la diffusione sfiora il 67% per quanto riguarda i Web Server e il 54% per i Server aziendali. A livello Desktop/Workstation la quota raggiunta da GNU Linux ha da poco superato il 3%, ma il dato indica la tendenza a non scegliere Linux come primo equipaggiamento per i propri prodotti se non in alcuni sporadici casi. Un’idea potrebbe essere di far scegliere al cliente il sistema operativo da installare sul PC o proporre la scelta inserendo al listino una linea con Linux come primo equipaggiamento, con un probabile risparmio, oltre che per i costi di licenza, anche per le minori richieste in termini di risorse hardware da parte del sistema del pinguino. Per chi volesse provare il brivido di utilizzare Linux, il mio personalissimo consiglio, indica Ubuntu Desktop, prodotto da Canonical, come primo approccio, giunto alla versione 18.04 con interfaccia intuitiva e gradevole, oltre che supportato da numerosi tools per facilitare molti compiti quotidiani.

Ovviamente, a differenza di Windows e Mac OS X, esistono svariate distribuzioni di GNU Linux, con le varie software-house che si sbizzarriscono a rilasciare quella che, per loro, è la migliore soluzione. Tra le tante peculiarità vi è anche quella di poter testare Ubuntu senza necessariamente installarlo sul PC avviando una sessione completamente funzionante da una semplice chiavetta USB, potendo così verificare di persona le innumerevoli qualità del sistema operativo senza compromettere la situazione acquisita o rischiando di perdere il contenuto dei dischi con un’eventuale installazione avventata. Questa opzione è disponibile per la stragrande maggioranza dei S.O. basati su GNU Linux.

Prossimamente approfondirò il discorso con alcuni post al riguardo, come installazione e utilizzo di Linux.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *